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La Collezione Sacrati Strozzi I dipinti restituiti a Ferrara

La Collezione Sacrati Strozzi I dipinti restituiti a Ferrara
copie disponibili 1
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Federico Motta Editore Milano
2005 240
24X31 (cm) 65 ill. a colori n.t., 122 ill. b/n n.t., 50 tavv. a colori
ril. con sovracc. ill. a colori
  1500 (gr)
8871794974 9788871794976
65.00 € 50%
32.50 €
 

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Introduzioni di Andrea Emiliani e Antonio Paolucci.  

La collezione pittorica Sacrati Strozzi ebbe origine nel 1850, allorché il marchese Massimiliano Strozzi raccolse circa quattrocento opere nel palazzo di piazza San Domenico a Ferrara; alla morte dell'ultimo discendente della casata, nel 1982, la collezione aveva toccato la quota di quattrocentocinquantadue pezzi.
I dipinti che il marchese Massimiliano aveva collocato nel palazzo ferrarese, accuratamente disposti sulle pareti dei vari locali dell'appartamento padronale, sono elencati in un inventario, la Raccolta di Quadri esistenti nel Palazzo del marchese Strozzi Sacrati in Ferrara, ritrovato fra le carte dell'archivio di famiglia. L'inventario registra - secondo un ordine che non segue criteri di cronologia o di categorie per soggetti o per autore - più di 400 dipinti, segnalandone l'attribuzione, il supporto e la tecnica di esecuzione. Si tratta di opere dal soggetto molto eterogeneo: sacro, letterario, mitologico, ritratto, di paesaggio. Non si individua una preferenza specifica né per quanto riguarda il genere, né per quanto riguarda l'autore, anche se, nella maggioranza, si tratta di opere prodotte nell'ambiente artistico ferrarese o più genericamente emiliano, comprese anche copie di dipinti di autori 'famosi' fatte eseguire appositamente da artisti ferraresi contemporanei; si passa da opere di grandissimo valore artistico ad opere più modeste, ma tutte insieme testimoni di quel forte sentimento di tesaurizzazione del patrimonio artistico e culturale che caratterizzava quasi tutti gli esponenti della 'buona' società ferrarese dell'800. La collezione, che il marchese Massimiliano avrebbe desiderato rimanesse nella città di Ferrara anche dopo la sua morte, venne poi però trasferita dai suoi eredi nella città di Firenze, dove trovarono collocazione prestigiosa nel palazzo Strozzi "di Mantova" di Piazza del Duomo. La collezione di Massimiliano, aveva raggiunto alla morte di Uberto, ultimo discendete della famiglia la quota di 452 pezzi. Molte di queste opere vennero vendute dagli eredi in vari momenti a diversi acquirenti. Ben 60 dei dipinti della collezione lasciata in eredità da Uberto Strozzi Sacrati ritornarono là da dove erano stati allontanati, nella città di origine, Ferrara, in vari momenti e secondo varie modalità. Tra questi, grandi opere, tra le più rappresentative della raccolta originaria, come le due "Muse" originarie dello Studiolo di Borso d'Este a Belfiore e i quattro pannelli facenti originariamente parte di un trittico di mano di El Greco. Le opere "restituite" a Ferrara sono schedate nel catalogo e suddivise in due gruppi: il primo comprende le opere di proprietà dello Stato (33) ed assegnate alla Pinacoteca Nazionale di Ferrara ed il secondo quelle di proprietà della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ferrara (27), che le ha affidate in custodia alla stessa Pinacoteca. Le opere di entrambi i gruppi sono schedate ed illustrate secondo una sequenza cronologica, partendo da quella segnalata nell'inventario ottocentesco, spesso poco attendibile, si è passati a quella dei critici di primo novecento, fino a quella di Mina Gregori - che nel 1983, su incarico del Tribunale di Firenze, redasse l'inventario dell'intero corpus dei dipinti - che solo in pochi casi è stata smentita o corretta dai critici di età successiva. Il volume è corredato da un ricco apparato documentario, ricavato dall'analisi dei documenti relativi alle famiglie Sacrati e Strozzi, conservati nei vari archivi di Ferrara e di Firenze. (T-CA+)

 
 

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