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Parmigianino e il manierismo europeo

Parmigianino e il manierismo europeo
copie disponibili 3
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A cura di Lucia Fornari Schianchi e Sylvia Ferino Pagden Silvana Editoriale
Milano 2003
432 23x29 (cm)
280 ill. colori, 70 ill. b/n -color and b/w ills brossura ill con alette - Paperback illustrated
Nuovo - New Italiano - Italian Text  
2300 (gr)
8882154815 9788882154813
44.00 € 50%
22.00 €
 

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Parma, Galleria Nazionale, 8 febbraio - 15 maggio 2003.

Wien, Kunsthistorisches Museum, 4 giugno - 14 settembre 2003. 

In occasione del V centenario (1503) dalla nascita del pittore Francesco Mazzola, detto il Parmigianino, si è costituito un Comitato Nazionale per le celebrazioni rappresentato dalle più alte istituzioni cittadine e nazionali.

Il volume, catalogo della prima mostra monografica dedicata all'artista parmense, che incarna l'ideale più sensualmente involuto del manierismo internazionale, propone un centinaio di opere di grande pregio e una sessantina di superbi disegni, atti a illustrare il "genio adolescente" di Parmigianino e il contesto in cui operò, consentendo, attraverso un confronto tra le opere conservate nei più prestigiosi musei del mondo e i dipinti ancora in loco, la ricostruzione dell'intero percorso artistico di questo sofisticato maestro del primo Cinquecento italiano.

Lo scenario dell'esposizione è assai ampio e internazionale: arriveranno tavole, tele e fogli dall'Italia (Bologna, Firenze, Roma e Napoli), dall'Europa (Parigi, Madrid, Vienna, York, Copenhagen, Stoccolma…), dagli Stati Uniti (Detroit, New York…), per definire oltre al profilo di una singola, se pure eccezionale, individualità artistica, anche l'influenza che esercitò su fenomeni artistici di respiro europeo quali ad esempio l'École de Fontainebleau o il gusto collezionistico rudolfino.

La città che gli diede i natali, Parma, non poteva permettersi di lasciar passare nel silenzio il V Centenario della nascita di Francesco Mazzola (1503-1540), detto il Parmigianino come "declinazione gentile" del nome stesso della sua città, un artista che, si sa, può essere considerato alla pari di Raffaello, Tiziano, Correggio, Michelangelo, per la perfezione vera e il precocissimo genio, coltivato in una famiglia di artisti di origine pontremolese trasferitasi a Parma: una bottega vera e propria costituita e costruita da ben sette artisti operanti nel corso di un secolo.

Fra tutti Parmigianino si distingue per una intrepida volontà, e capacità, di confrontarsi con temi religiosi, mitologici, letterari, e sempre con una originalità individuale che si declina poi in affreschi, tavole di piccola o grande dimensione, tele ad olio e "a guazzo", disegni e incisioni, rivelando così anche un'attenzione e curiosità sperimentale per le materie e le tecniche di grande modernità. E però il tempo storico in cui si compie il suo, brevissimo, tragitto esistenziale e artistico è un tempo inquieto, sconvolto ( basti ricordare il Sacco di Roma del 1527, proprio durante il suo soggiorno nella capitale). Ed è questa condizione, oltre all'ombrosità del carattere forse, che gli nega quel successo, quel riconoscimento universale, che indubbiamente meritava, e a cui certamente aspirava. Anche per questo, o soprattutto per questo, il Comitato Nazionale che ha presieduto all'organizzazione delle manifestazioni in suo onore, ha per così dire condiviso l'impegno etico e culturale di risarcire il debito della storia nei confronti di un pittore e intellettuale di eccezionale eleganza. Nel calendario ampio e articolato degli eventi, che proseguirà per tutta la prima metà del 2003, spiccano il Convegno Internazionale di studi(Parma, 13-15 giugno 2002) e la grande Mostra che si aprirà a Parma nel febbraio 2003. L'uno per l'apporto qualificato degli studiosi, che troverà adeguata testimonianza nella prossima pubblicazione degli Atti; l'altra per la possibilità di esporre una importante serie di capolavori solitamente visibili nei più celebrati, ma anche lontani, Musei del mondo (Metropolitan Museum, National Gallery,Louvre, Ermitage, Galleria Borghese, Prado, Gemaldegälerie di Dresda, Uffizi, Capodimonte, Galleria Estense, Accademia di Venezia, Rijksmuseum di Amsterdam , Stadelsches Kunsinstitut di Francoforte, The Detroit Institut of Arts, York Art Galleries, Pinacoteca di Bologna…), che hanno consentito eccezionalmente ai prestiti. Per la Mostra in particolare, la prima monografica dedicata all'artista, si è attivata una prestigiosa collaborazione tra la Galleria Nazionale di Parma e il Kunsthistorisches Museum di Vienna, che saranno le due prestigiose sedi europee dell'esposizione. Il nucleo centrale sarà costituito da un consistente gruppo di opere autografe rappresentative dei soggetti e dei generi affrontati dal Parmigianino, ma anche delle diverse tecniche sperimentate e dell'evoluzione del suo stile. Per alcune di queste l'allestimento prevede suggestive e scenografiche "ambientazioni" che, attraverso la contestuale esposizione di oggetti, disegni o altri dipinti a confronto, sapranno comunicare e amplificare con sensibile immediatezza l'aura immaginaria del singolo pezzo.Un Cabinet des dessins selezionato ed esemplificativo darà conto della genialità inventiva, della rara squisitezza tecnica e materica di Parmigianino disegnatore, che tra i primi interpreta modernamente il lavoro sul foglio non solo come schizzo o " prima idea" ma vera e propria opera autonoma, visualizzazione intensa e lirica del proprio affollato, e talvolta convulso, mondo interiore. Allo sguardo e al gusto del visitatore si offrirà poi un campionario eccellente dei grandi artisti che hanno preceduto e in certa misura determinato ( tra tutti il grande maestro Correggio) la formazione di Francesco; di quelli che hanno condiviso con lui quella stagione sperimentale e inquieta (Pontormo, Rosso Fiorentino..); di quelli che, partendo da lui, hanno impresso inclinazioni diverse all'universo bizzarro ed estroso,talvolta aspro, delle forme e del sentire manierista( dalla cosiddetta Scuola di Parma: Michelangelo Anselmi, Girolamo Bedoli, Jacopo Bertoja; all'Ecole de Fontainbleau: Francesco Primaticcio; al circolo rudolfino: Bartolomeus Spranger, Van Aachen..) A Parma il percorso espositivo, teatralmente labirintico, occuperà parte degli spazi della Galleria Nazionale e vasti locali adiacenti, recentemente restaurati, del Palazzo della Pilotta, già palazzo della corte ducale della famiglia Farnese.Un edificio chiuso nel suo sistema a cortili interni, nel suo parato di rustici mattoni aranciati, costruito come per moduli successivi sull'imprinting del primo "corridore" voluto da Ottavio Farnese già intorno al 1580, che si squadernerà ai visitatori che saliranno l'ampio scalone d'onore per entrare nell'"atrio" magico del Teatro Farnese, proseguire, quasi un viaggio iniziatico, nelle salette ombrose e appartate della Rocchetta, scendere poi l'elicoidale Scala dei cavalli , e infine arrivare negli spazi austeri e insieme ariosi dei Voltoni intorno al cortile del Guazzatoio. A completamento della Mostra un sistema intrecciato di Itinerari cittadini e provinciali ( tra i quali spicca Fontanellato con la saletta di Diana e Atteone), opportunamente segnalati e illustrati da un'apposita pubblicazione, consentirà al visitatore curioso ed esigente di integrare la conoscenza dell'artista e del suo tempo tra chiese, Palazzi e castelli le cui pareti affrescate, tavole e tele sono state restaurate e rese pienamente leggibili nel corso degli ultimi anni proprio in previsione dell'anniversario che oggi celebriamo. Evento unico, occasione emozionante ed indimenticabile, sarà l'accesso, grazie all'adeguamento per l'apertura al pubblico, dei ponteggi già allestiti per il cantiere di restauro dell'arcone affrescato da Parmigianino nella Chiesa Magistrale della Steccata negli anni di poco precedenti la sua morte, una grande impresa travagliata e incompiuta. E finalmente vedremo, da breve distanza, lampade fumanti, rosoni rivestiti d'oro, ghirlande fiorite, bronzei granchi, panni porpora, vasi ambrati, le Vergini savie e le Vergini stolte, con i loro pepli sottili, viste da vicino. (T-CA)

 
 

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